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Dimora BerchiattiWhatsApp

La storia

Prima delle feste, è stata un rifugio.

Durante la guerra questa casa ha accolto una famiglia in fuga da Torino, la stessa che la tiene ancora oggi. Dal 2001 in corte ci sono state le mostre, e dal 2025 Dimora Berchiatti si affitta per le feste.

Dove
San Giorgio Canavese
Il secolo
Settecento
Mostre d’arte
dal 2001
La facciata della dimora nella luce del tardo pomeriggio, con il glicine in fiore, le persiane verdi e il camminamento di pietra fra i prati
La facciata con il glicine in fiore

Chi è passato di qui

Le persone che hanno tenuto la casa

Questa storia l’ha messa per iscritto Loretta Del Ponte, che della casa si è occupata prima di noi.

  1. Le estati di nonnina Ninidoli

    La prima a passare qui le sue estati fu Maddalena Gillio, in famiglia nonnina Ninidoli. Ci arrivò dietro a sua figlia Stefania, che aveva sposato Giovanni Berchiatti. Da allora tornò ogni estate, fino all’ultima.

    Madre di Stefania, Aldo e Angiola.

  2. Poi arrivò la guerra

    I Berchiatti e i Gillio lasciarono Torino e vennero a stare qui. La casa delle vacanze diventò la casa e basta: il posto dove la famiglia stava al sicuro mentre fuori c’era la guerra.

  3. 1963

    La casa di Giovanni Berchiatti

    Fino al 1963 questa fu la sua residenza d’estate, quella a cui teneva. In quegli anni fra gli ospiti di casa c’era il cognato Amilcare Ardisson.

    Nel 1957 il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi lo nominò Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Ad Ardisson, nel 1946, era andata la Croce di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia.

  4. 2001

    Loretta apre la corte

    La casa passò a Loretta Del Ponte, la madre di Alberto. Il soffitto a cassettoni e le sovrapporte dipinte ci sono ancora perché lei scelse di tenerli invece di rifarli. Dal 2001 cominciò a riempire la corte di mostre e di sculture.

  5. 2025

    La dimora si apre agli eventi

    Nel 2024 sono finiti i lavori che l’hanno preparata alle feste: la vetrata del loggiato è nuova e la sala antica è stata restaurata. Fino ad allora qui c’erano state solo le mostre e le serate di Loretta; dal 2025 Dimora Berchiatti si affitta per gli eventi.

  6. oggi

    La dimora continua

    A tenerla oggi è Alberto Maria Trivero, trisnipote di Maddalena. Dalla prima estate di nonnina Ninidoli è cambiata una cosa sola: adesso qui le feste le fa chi prenota la dimora.

Acquerello dell’ingresso della dimora dalla strada: il portale a fasce rosse e bianche, le porte verdi ad arco, le persiane e un gatto sul selciato
L’ingresso dalla strada, in acquerello. Il gatto in basso a destra è un ritratto dal vero.

Eventi e cerimonie, arte, poesia, letteratura, musica possono trovare ospitalità fra le mura di questa antica dimora.

Loretta Del Ponte

Le stanze e la corte

Quello che è rimasto

Nel 2024 abbiamo fatto restaurare il soffitto della sala antica con i legni dell’epoca e ripulire le sovrapporte. Le quattro cose qui sotto le vedete appena entrate.

  • Il soffitto a cassettoni

    È settecentesco e sta nella sala antica: gli invitati ci mangiano sotto e la prima cosa che fanno è guardare in su.

  • Le sovrapporte dipinte

    Sopra ogni porta c’è un dipinto. Sono quelli di sempre: si passa sotto senza farci caso finché qualcuno non li indica.

  • Il camino e l’arazzo

    Il camino della sala antica funziona, e d’inverno lo accendiamo. Di fronte c’è un grande arazzo, che è lì da prima di tutti noi.

  • La corte

    Sta lungo le mura del castello, che fu dei conti di Biandrate, ed è sempre stata il posto dove la famiglia si sedeva. Qui dentro il paese non si sente.

La sala antica con il soffitto a cassettoni, il camino acceso, la specchiera dorata e le sovrapporte dipinte
Il soffitto a cassettoni e il camino, d’inverno
La sala antica senza allestimento: il parquet a riquadri, la boiserie chiara e la sovrapporta dipinta
La stessa sala, senza allestimento

Alle pareti

  • «Primavera» di Luigi Morgariinizio Novecento
  • Un’opera astratta di Serafino Borelli
  • Un dipinto di Raffaele Pontecorvo
  • Un arazzo grandedavanti al camino della sala antica
  • Opere di Franco Butera
  • Vasi di modernariatoanni Cinquanta

Le opere restano dove sono anche quando c’è una festa, perché fanno parte della stanza.

Dal 2001

La corte è stata anche una sala da mostre

Alle mostre le sculture stavano in corte, le tele nelle sale, e la gente veniva apposta da fuori per vederle. In questa casa il pubblico entrava già allora, prima che ci fossero le feste.

Oggi

Il Comune ci ha riconosciuti Casa Comunale

Vuol dire che potete sposarvi qui: l’ufficiale dello stato civile viene in dimora e la cerimonia si celebra nel prato dietro la corte, sotto il ciliegio. Il ricevimento resta qui, negli spazi che avete scelto.

La corte allestita per un ricevimento, con gli ombrelloni bianchi, le sedie chiavari e le rose in primo piano
La stessa corte delle mostre, allestita per un ricevimento
Carolina e Alberto, sorridenti, davanti a una siepe verde

Vi accolgono Alberto e Carolina

Ve la facciamo vedere noi.

Fin qui è la storia. Il resto lo vedete quando venite: giriamo insieme le sale e il giardino, e ci dite che cosa vi serve per la vostra festa. Se avete una data in testa, o anche solo una curiosità, chiamateci: vi apriamo il portone.